Il restauro

Nel 2016 sono iniziati i primi lavori di restauro suddivisi in diverse fasi.
Alcuni interventi sono già stati portati a termine, altri sono previsti nei prossimi mesi.
Interventi progettati e diretti dagli architetti Cristiano Paro e Davide Cavasin - Studio P4.

Portale Monumentale
Risalente al XVIII secolo l’ingresso principale al castello è concepito come un arco di trionfo dal Marchese Tommaso degli Obizzi, con statue, fregi e mascheroni. L’intera struttura è realizzata in pietra bianca di Vicenza, mattoni e infissi di legno.
Esso è costituito da un portale principale ad arco a tutto sesto per il passaggio degli uomini a cavallo e da due porte laterali per il passaggio dei pedoni.
Il portale, di chiara ispirazione classicheggiante, risulta scandito da paraste doriche e imponente trabeazione decorata con motivi a bucranio intervallate da elementi circolari (probabili scudi). Inoltre vi è la presenza dello stemma del marchese Tommaso degli Obizzi in chiave di volta e decorazioni ai lati con chiari motivi che richiamano imprese militari.

Lapidi
Le lapidi si collocano come sopra porta e recano messaggi morali e politici. Si tratta di lastre in pietra e/o marmo collocate principalmente nel cortile d’ingresso e nel cortile pensile.
Alcune di esse si collocano sopra le fontane (elefante, Medocus Maior e Minor, aquila, Cerbero) altre si collocano sopra l’arco d’ingresso della casa di Beatrice e sopra il retro del portale d’ingresso.
Ulteriori lapidi risultano collocate in sommità dell’attico del portale e del cancello d’accesso e a ridosso del muro di cinta del giardino di Beatrice su via Catajo.

Casa di Beatrice
La casa di Beatrice risulta essere, il nucleo iniziale del castello del Catajo; già posseduta dalla famiglia Obizzi sin dal 1400. Essa si colloca in posizione rialzata con ampi porticati posti al piano terra in direzione est ovest e con forometrie allineate alle arcate.
La totalità di casa di Beatrice risulta realizzata in muratura di laterizio (con tessitura a tratti incerta) rivestita da intonaco. Nel migliore dei casi si percepisce la presenza, sotto alcuni strati successivi, di intonaco di calce di colore giallo paglierino; mentre nel peggiore dei casi l’intonaco è stato asportato per essere soppiantato da intonaco a base cementizia dal tipico colore grigio scuro tinteggiato in superficie con colore giallognolo.

Giardino di Beatrice
Il Giardino di Beatrice sorge ad Est del complesso del Catajo, dirimpetto all’edificio, su un terrazzamento a ridosso del Rio Rialto. L’accesso al giardino avviene dalla parte più antica del Castello, dalla casa di Beatrice da cui ottiene il nome.
Al suo interno l’area conta un cospicuo numero di piante, tra cespugli e alberi messi a dimora in epoche diverse.
Dall’analisi delle mappe Campori del 1837 emerge che il giardino di Beatrice era suddiviso in tre quadranti e che il parterre era costituito da vialetti e spazi erbosi tipici del giardino all’italiana.
Il chiaro impianto geometrico ortogonale fa sì che al centro dei tre quadranti si collochino degli elementi ornamentali diversi.
Ancor oggi questo giardino, rivela il suo carattere particolare di «giardino segreto», un tempo aperto sul lungo loggiato affrescato che ne prolungava in qualche modo la suggestione.
Se ne intuisce l’antico ruolo di salotto verde a completamento delle sale frequentate dagli intellettuali amici di Beatrice Pia.

Progetto di restauro redatto da Studio P4 | Via L. Einaudi 18 int. 1 – Dosson di Casier (TV) | Corso Cavour 44 – Verona (VR)
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