Le scuole
Discipline Scolastiche
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Storia dell'arte: lungo il percorso si possono ammirare le
stravaganti fontane barocche del XVII sec.,
le "grottesche" che decorano il
porticato al piano terreno (del XVI secolo),
ma soprattutto i magnifici affreschi, opera
di G. Zelotti, allievo di Paolo Veronese,
che decorano il piano nobile: in essi l'osservazione
della forma, cioè di tutto ciò che caratterizza
la pittura del '500, si unisce all'osservazione
del contenuto, cioè delle scene storiche
e delle figure allegoriche rappresentate. Scienze: il collezionismo fu uno degli aspetti che
caratterizzò in passato, soprattutto nel
XVIII sec. il Catajo: Tommaso Obizzi nel
XVIII secolo ampliò le collezioni, già esistenti,
di strumenti musicali, armi e quadri e diede
origine, tra le altre, a una collezione archeologica
(di cui oggi rimangono solo pochi resti),
numismatica, naturalistica. Ristrutturò inoltre
il giardino, inserendovi un piccolo orto
botanico nel quale iniziò la coltivazione
di piante esotiche (si veda inoltre, per
i riferimenti scientifici che esso comporta,
il punto "tecniche artistiche").Storia del costume: giochi, tornei e feste si svolgevano nel cortile interno (detto dei giganti), sulle terrazze e nei saloni del castello. Le descrizioni dei divertimenti con cui gli Obizzi intrattenevano i loro ospiti danno preziose indicazioni sul modo di vita del Castello del Catajo. Gli affreschi del piano nobile offrono inoltre numerosi spunti per parlare di vestiti e armi utilizzati nel periodo rinascimentale e medievale. Tecniche artistiche: gli affreschi del piano nobile offrono l'occasione per una breve introduzione alla tecnica pittorica dell'affresco. Gli alunni possono vedere e toccare con mano, nel corso di una breve spiegazione, terre e materiali utilizzati nella realizzazione di tali opere. Botanica-storia dei giardini: il parco del Catajo, risultato di continue
e centenarie evoluzioni, presenta caratteristiche
che vanno dalle sopravvivenze delle antiche
impostazioni del XVI e XVII secolo
(viali,
coltivazioni di agrumi, peschiere)
alle ristrutturazioni
del XVIII secolo (piante esotiche,
statue,
zone a bosco), ai cambiamenti del XIX
e XX
secolo (carpinate, fontane rocaille,
la piscina).
Importanti sono inoltre le essenze
arboree
che comprendono sia esemplari tipici
della
flora locale (ad esempio querce secolari)
sia esemplari di importazione (ad esempio
magnolie, sequoie, sofore). Si possono
osservare,
durante la visita del giardino, i frutti
delle numerose cure che ad esso vengono
dedicate,
ma anche i problemi che ha incontrato
in
passato, quali l'abbattimento di piante
secolari
ad opera di eventi naturali (fulmini,
vento)
e umani (taglio), questi ultimi imposti
da
svariati motivi quali malattie, ristrutturazioni
ecc., oppure naturali e umani insieme,
quali
ad esempio il diffondersi nel sottobosco
di piante infestanti e dannose, introdotte
dall'uomo.Letteratura: gli insegnanti di lettere ricorderanno infatti: la figura di Cerbero dell'inferno dantesco o il personaggio della Gabrina, protagonista di alcuni episodi minori dell'Orlando Furioso; di essi troveranno al Catajo due raffigurazioni e, ad esse collegati, alcuni interessanti versi. Alcuni ricorderanno Sperone Speroni, insigne letterato padovano, che scrisse le lodi del Catajo. Tra gli Obizzi stessi si annoverano pregevoli letterati che produssero tra il XVII e il XVIII secolo opere teatrali che rappresentarono principalmente nel teatro del castello (oggi perduto). |


Scheda aree tematiche 2011/2012
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“ANIMALI E PIANTE NELL’ARTE DELLE VILLE VENETE”
Descrizione e spunti didattici sul Castello del Catajo
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