Un affascinante viaggio nel tempo per immergersi in un magico mondo di storia, mistero, arte e colori, per scoprirsi stregati dagli antichi fasti di una delle più importanti regge italiane.

Come da decreto-legge del 23.07.21, a partire dal 6 agosto per accedere al Castello del Catajo è necessario essere in possesso di Green Pass ed esibirlo al personale museale che ne controllerà la validità prima di consentire l’accesso.
Resta valido l’obbligo della prenotazione per consentire lo scaglionamento degli ingressi.

Il Castello del Catajo è aperto con i seguenti orari:
Tutti i martedì e giovedì pomeriggio -> dalle 15:00 alle 19:00
Tutte le domeniche -> dalle 10:00 alle 19:00

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INGRESSO E CORTILE DEI GIGANTI

Il settecentesco e monumentale portale di ingresso fa accedere al Cortile dei Giganti, utilizzato sovente per rappresentazioni teatrali, tornei  e naumachie; il prato, attraverso una ingegnosa rete idraulica, poteva essere completamente allagato.

FONTANA DELL'ELEFANTE

Di fronte all’ingresso trova spazio la fontana dell’elefante fatta erigere da Pio Enea II Degli Obizzi nella seconda metà  del secolo XVII per sancire il legame del Catajo con l’oriente, dove si ritrovano reminiscenze mitologiche grazie alla presenza di Bacco e puro esotismo grazie all’elefante; quest’ultimo, una vera rarità  per quel secolo, è una delle uniche tre espressioni scultoree dello stesso secolo realizzate in Italia, assieme a quello di Bernini a Roma e quello del Parco dei Mostri di Bomarzo .

PIANO NOBILE

Le particolari scale esterne attraverso cui si raggiunge il piano nobile, sono state ideate per essere adatte agli zoccoli dei cavalli. Una volta entrati si rimane colpiti dal grande salone affrescato, dove spicca l’albero genealogico della famiglia Obizzi, dal capostipite Obicio I fino al costruttore del castello Pio Enea I. Dal salone ha inizio la visita dell’appartamento di rappresentanza, ideato per ospitare sfarzose feste, interamente affrescati da Giovanni Battista Zelotti, uno dei più celebrati esponenti della pittura veneta rinascimentale e discepolo di Paolo Veronese.

AFFRESCHI

L’intero ciclo pittorico di Zelotti è tra i più completi, importanti e ben conservati nel suo genere: uno dei primi esempi di pittura “auto celebrativa” nel nord Italia. In quaranta riquadri prendono vita le vicende e le gesta della famiglia Obizzi, in un articolato “racconto per immagini” tra battaglie, matrimoni e tragici assassini, ingentilite nei soffitti e nelle sovrapporta da varie allegorie e festoni con putti e fiori.

GRANDE TERRAZZA

Testimone dei ricevimenti e svaghi ospitati nel castello, il terrazzo rappresenta un vero “salone da ballo a cielo aperto”, da cui si gode una vista mozzafiato sui Colli Euganei e sui giardini che circondano il castello.
Si scende dalla scala interna, con struttura a chiocciola scavata nella viva roccia del colle.

GIARDINO DELLE DELIZIE

Nel grande giardino annesso al castello, testimone delle varie trasformazioni avvenute con il passare dei secoli, è ancora presente una peschiera circondata da magnolie e una collezione di agrumi in vaso. Il giardino conserva con fierezza tre tra gli alberi più importanti d’Europa: due gigantesche magnolie del ‘700 e una imponente sequoia, tra i primi esemplari importati dall’America.

Durante tutto l’anno vengono organizzati cicli di eventi per il pubblico e aperture con speciali visite tematiche, appuntamenti sia diurni che serali in tutte le stagioni sono dedicati all’enogastronomia con gli “aperitivi panoramici”, a specifiche domeniche per bambini e l’intero mese di novembre affronta con visite ed approfondimenti la leggenda del fantasma di Lucrezia Obizzi.

Alle scolaresche viene posta particolare attenzione, offrendo una vasta gamma di proposte didattiche, laboratori e visite interattive.

Proposte per gruppi al castello

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